Lobo Gilderoy Zoolander

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C’era una volta un’avventura lunga 6 anni

In Serie TV on 13 settembre 2019 at 11:52 am

Fantaghirò

Fantaghirò nasce dall’idea di sfruttare il filone fantasy all’inizio degli anni ’90 da parte del “genio della TC commerciale”, IL Cavaliere.

Reteitalia così affidò a Lamberto Bava il compito di adattare/trasporre una serie di fiabe, già rivisitate da Calvino, con protagonista Fanta-Ghirò che divenne Fantaghirò e lanciò Alessandra Martines (che giusto come chicca è la cugina di Carla Bruni) che fino ad allora era più che altro una show girl. Il “principe” della fiaba, Romualdo, era impersonato da Kim Rossi Stuart con una carriera in piena fase di crescita, tanto che dopo il terzo film decise di abbandonare la serie (in realtà ormai viaggiava su tutt’altro registro).

 

Il franchise, originariamente pensato in 7 parti, anche per ammortizzarne i costi di produzione elevatissimi sebbene ci si trovasse in Cecoslovacchia (all’epoca ancora unita), si chiuse alla 5 visto il pesante calo di ascolti, il classico caso dalle stelle alle stalle considerando che partì con il 27% di share e continuò a d aumentare.

L’impostazione iniziale del primo episodio è di derivazione marcatamente cenerentolesca e potrebbe ricordare ai fans dei manga la Principessa Zaffiro.

Ad eccezione di qualche momento sorprendente -pochi invero- la storia si dipana su trame e situazioni più che scontate.

In Fantaghirò due entra in scena la Strega Nera, e anche qui andiamo a ricalcare miti anche disneiani più che noti, a cui da sembianze Brigitte Nielsen, all’epoca vera star e compagna di Stallone. Il resto del cast è quasi totalmente cecoslovacco, reclutato sul posto.

La terza puntata vede già la necessità di tamponare l’imminente partenza di Rossi Stuart che si limita ad alcune scene più che altro per accontentare Bava. Verrà quindi inserito il personaggio di un mago oscuro, Tarabas (di chiara ispirazione dylandoggiana), interpretato dal modello australiano Nicholas Rogers, privo di qualità attoriali.

Anche qui la trama è molto legata ai miti fiabeschi classici, ma con un taglio più oscuro che mette particolarmente a suo agio il regista nato nel genere. Nel complesso, però la qualità del tutto segna il passo, a dispetto dell’arrivo di Ursula Andress.

Il quarto film ci porta in un nuovo regno e allarga il cast (forse per diluire la presenza scenica del non eccellente Rogers). Di fatto Fantaghirò, Tarabas e il neo acquisto Fiodor dovranno vedersela con una maledizione scatenata dal padre di Tarabas, Darken (altro nome trovato con grande immaginazione).

Il franchise inizia a segnare il passo e sarà l’anticamera della chiusura con il quinto episodio in cui Fantaghirò andrà addirittura in un mondo parallelo lasciando così l’universo e i comprimari che l’avevano accompagnata nei precedenti anni, lanciando potenzialmente le basi per un reboot che non sarebbe mai avvenuto.

 

Nonostante le numerose repliche proposte da Mediaset e il successo iniziale, il franchise non è riuscito s far breccia permanentemente nella cultura pop con un effetto alla “principessa Sissy” per intenderci.

In realtà i primi capitoli avevano anche un che di autoironico, mentre gli ultimi hanno finito per prendersi quasi sul serio e proprio quando sarebbe stato il caso di non farlo, ottenendo un effetto quasi grottesco.

 

Rivista oggi l’ingenuità della serie è quasi surreale nonostante traspaia lo sforzo produttivo di un team di tutto rispetto che oltre a Bava vedeva anche Stivaletti agli effetti speciali e Romoli alla sceneggiatura (anche se qui forse…). Però si tratta di uno dei primissimi personaggi “girl power” oggi tanto di moda. Il Principe Azzurro, Romualdo, si trova sempre in secondo piano, addirittura è spesso l’oggetto del salvataggio, ribaltando di fatto lo stereotipo della favola, sarà per questo che tutti gli altri restano fin tropo intatti.

 

Nel complesso è stato uno sforzo produttivo notevole per l’epoca e realizzato con la classica italica maestria escamotage, trucchi, riutilizzo del girato e via dicendo.

Gli attori, ad eccezione dei due protagonisti e -incredibilmente- della Nielsen sono da soap opera più che da film fantasy e se paragonato al livello delle serie TV odierne, c’è di che mettersi a piangere.

Un viaggio nella nostalgia per chi ormai ha superato la collina degli “anta”.

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Vola aquila, vola

In Cinema, Recensione on 12 settembre 2019 at 2:05 pm

Angry Birds 2 – Nemici Amici per Sempre

 

La “guerra” tra uccelli e maiali continua di puro attrito, ma quando all’orizzonte si profila un iceberg/isola con tanto di ultrafantacannoneghiacciante, le due fazioni dovranno unirsi contro il comune nemico.

 

Forse migliore del primo, in quanto maggiormente slegato al gioco della Rovio, punta tutto sulle gag immediate e una storia semplice.

 

Un film decisamente per bambini dove anche gli adulti si faranno qualche risata soprattutto anche grazie ai pezzi musicali.

Nemici amici

In Cinema, Recensione on 6 agosto 2019 at 10:12 am

Fast & Furious – Hobbes & Shaw

 

Brixton, un agente geneticamente modificato, è il braccio armato di un’organizzazione che vuole sovvertire l’ordine mondiale. Praticamente inarrestabile e sulle tracce di un virus letale, può essere fermato solo da individui eccezionali: Luke Hobbes e Deckard Shaw costretti a fare squadra.

 

Il regista di Atomica Bionda, mette su un teatrino niente male in cui le coreografie dei combattimenti, fisici e su quattro ruote, sono altamente spettacolari. In realtà tutto è altamente spettacolare e divertente e la coppia (quasi un terzetto) altamente esplosiva.

 

Lo spin-off di F&F, strutturato come un buddy movie super action,  funziona molto bene (salvando la parte Samoana un po’ troppo fuori registro) e intrattiene alla grande.  Il franchise si allarga ancora di più, ma ben venga visto che il divertimento è assicurato.

Spie di un altro tempo

In Cinema, Recensione on 1 agosto 2019 at 9:23 am

The Catcher Was a Spy

 

Moe Berg, ricevitore dei Boston Red Socks, era una sorta di alieno già da giocatore: plurilaureato, 5 lingue parlate correttamente, attitudini sessuali “aperte” ed ebreo; non stupisce quindi che durante la Seconda Guerra Mondiale decida di servire il suo Paese come spia… sui generis.

Direttamente su Prime Video.

 

L’ultrasettantenne Ben Lewin dirige questo film il cui unico punto di forza è il cast superlativo, della serie “una sorpresa dietro ogni angolo”. Per il resto l’aspetto spionistico è marginale, ma anche l’introspezione del protagonista è superficiale, come la scelta di essere un gran miscuglio di cose senza forma.

 

Un peccato. Seppur tratto da un libro autobiografico, nelle mani di sceneggiatori diversi sarebbe potuta essere una storia di Le Carré, oppure un viaggio nell’anima di un uomo fuori dal suo tempo. Paul Rudd si impegna al massimo, ed è proprio un uomo fuori dal suo elemento.

Occasione persa.

Chi sono, dove vado, perché?

In Cinema, Recensione on 30 luglio 2019 at 10:25 am

The Only Living Boy in New York

 

Classica storia di formazione per il giovane Thomas Webb che a New York cerca di emanciparsi dalla sua famiglia e allo stesso tempo di fare pace con i suoi sentimenti. Sarà il saggio vicino a fargli da guida, non senza sorprese.

Direttamente su Prime Video.

 

Il film, sceneggiato da Allan Loeb, ricalca in parte Il Laureato, e questo non lo aiuta proprio, ma allo stesso se ne distacca andando dalle parti di Finding Forrester. il risultato è un mix con parecchio di già visto, ma ben presentato.

 

Alla fine, anche grazie a una durata contenuta, si lascia piacevolmente vedere, non fosse altro che per sua maestà Jeff Bridges. Nell’ambito di un offerta sempre molto piatta resta comunque un piacevole film, soprattutto per i moltissimi che non hanno mai visto i film a cui si ispira.

Dov’è Will? Vedo solo Thor e Valchiria

In Cinema on 25 luglio 2019 at 7:49 am

Men In Black – International

 

L’organizzazione più segreta del pianeta torna, in veste mondiale, per proteggerci ancora una volta dalla minaccia aliena, ma sena K e J.  Sarà la superstar H e la recluta M a doversi far carico della situazione e di una razza aliena che ha come solo scopo annichilire gli altri.

 

Se dal punto di vista visivo questo reboot del franchise è -ovviamente- superiore, sul fronte della trama e dei personaggi zoppica maggiormente. C’è poco da fare Will Smith da solo è in grado reggere il tutto (è riuscito a rendere potabile Hancock), Chris Hemsworth meno e Tessa Thompson nemmeno un po’.

 

Resta comunque un pop corn movie adatto ai più piccoli (i grandi noteranno una trama tagliata con l’accetta) che in un’estate italiana fa la sua figura.

Not so cool anymore

In Cinema, Recensione on 19 luglio 2019 at 1:56 pm

Shaft (2019)

 

John Shaft torna per la terza volta sullo schermo, sempre con Samuel L. Jackson.

Il figlio di Shaft è un agente dell’FBI coinvolto nella morte di un suo amico che lo porta direttamente nel ghetto di Harlem. Dovrà chiedere aiuto al padre, Shaft, con cui ha un pessimo rapporto.

Direttamente su Netflix.

 

Molta più comicità -di bassa lega- e molta meno cooolness per questo reboot (visto che Jackson è ora il figlio dello Shaft originale e non più il nipote) di cui si sentiva poco il bisogno. Morta la Blaxploitation si punta sui dialoghi e i rapporti in puro stile Harlem, una firma di Tim Story fin dalla Bottega del Barbiere.

 

Non se ne sentiva il bisogno, come non si  sentiva il bisogno di vedere gli spolverini rossi di C’Era una Volta in America a zonzo per Manhattan. Samuel L. Jackson fa il suo, Richard Roundtree (lo Shaft originale) una comparsata e il giovane Jess T. Usher tenta di raccogliere il testimone.

Giusto perché è su Netflix e non si paga.

Lo accendiamo

In Cinema, Recensione on 19 luglio 2019 at 1:34 pm

Edison – L’Uomo che Illuminò il Mondo

 

Che poi nemmeno sarebbe lui, ma Westinghouse. Comunque finalmente si getta luce (!) sulla storia della corrente continua e quella alternata che governano la civiltà odierna. Un genio poco metodico negli affari, contro un uomo molto metodico ed efficace, seppur meno geniale… e Tesla.

 

Il film è una classica cronistoria che assurge, con la tipica abilità americana, ed epico scontro di volontà. Il suo maggior pregio resta quello di narrare eventi chiave per il mondo di oggi, che ben pochi conoscono.

 

Il ritmo è tranquillo e sono le prove attoriali a rendere il tutto interessante. Certo è che se cercate lo sfolgorante spettacolo a velocità fulminante, nonostante l’argomento, non sarà questa la sede.

Scimmia Notturna… o no

In Cinema, Recensione on 10 luglio 2019 at 10:39 am

Spider-Man – Far from Home

 

La gita scolastica in Europa è l’occasione per Peter di farsi avanti con MJ, peccato che Nick Fury la vada come l’occasione per Spider-Man di rendersi utile e altri ancora come l’occasione di seminare distruzione… insomma ognuno la vede a modo suo, antiteticamente.

 

Probabilmente il miglior Spidey di sempre (si batte anche quello con Doc Ock di Raimi) visto che coniuga teen movie adolescenziale, con trama conclusiva dell’MCU, e scusate se è poco.

 

Effetti notevoli, trama solida, bei personaggi e tanto tanto ritmo, oltre che passione, gioia e tristezza abilmente miscelate. Bingo!

Imperdibile, come anche le scene post credits, soprattutto la prima.

L’inverno sta bruciando

In Cinema, Recensione on 7 giugno 2019 at 5:29 pm

X-Men – Dark Phoenix

 

Ultimo capitolo anche per i Figli dell’Atomo. Primi anni 90, il gruppo degli X-Men sembra integrato nel mondo e il recupero dello Shuttle in difficoltà sancisce questo corso, ma anche l’arrivo di Fenice. Jean Grey entra in contatto con questa forza primigenia e nulla sarà più lo stesso. Contenerla: impossibile. Sconfiggerla: impensabile. Il destino di tutti sembra… ineluttabile.

 

Regista esordiente alla guida di quest’ultimo capitolo che sembra governato più dal dovere che dall’entusiasmo. Una delle saghe cardine dell’universo Marvel viene così spesa come un compitino in classe della scuola primaria. Peccato.

 

Non brutto, con effetti discreti e azione giusta per accattivare il pubblico giovane, si lascia vedere. Non resterà negli annali, se non per essere l’ultimo di un’era.

In Cinema, Recensione on 4 giugno 2019 at 8:13 pm

Godzilla – King of Monsters

 

Secondo film su gigantesco mostro nipponico. Dopo King Kong anche altre creature si stanno affacciando nel mondo e hanno tutte un comune denominatore: seguono un Alpha, solo che potrebbe non essere Godzilla…

 

Questa volta molti più mostri, molte più “sfiatate” molta più azione caciarona come ci si aspetta da un film di questo genere. Gli attori sembrano essere una cornice a tutto il resto, come anche la sceneggiatura, o la parvenza di se stessa.

 

Effetti notevolissime e necessità totale della “sospensione dell’incredulità”, per il resto avrete quello che vi aspettate: Gojira!

La stella più brillante

In Cinema, Recensione on 2 giugno 2019 at 3:15 pm

Rocketman

 

Sir Elton John, un uomo che ha fatto dell’eccesso, sotto ogni aspetto, la sua bandiera di vita. Chi non lo segue bene nemmeno immagina i numeri da capogiro che è stato di fare all’alba degli anni settanta. Un talento incredibile covato nella brace di un’infanzia terribile.

 

Questo biopic nasce con il placet dell’artista, e nel finale si nota, ma non risparmia molto della cruda verità sulla rockstar. Grazie anche al suo percorso riabilitativo Elton John sembra ora in grado di guardare in faccia al  suo passato.

 

Un musical a tutti gli effetti dove Taron Egerton è mattatore assoluto. Impossibile non lasciarsi trascinare dal glitter e dall’allure che circondano tutto. Si viene lanciati letteralmente in orbita ed è un’occasione per conoscere meglio Reginald Dwight (il vero nome dell’Uomo). Imperdibile.

Pika… Pika…

In Cinema, Recensione on 9 maggio 2019 at 5:28 pm

Detective Pikachu

 

I Pokemon imperversano da più di un ventennio. Ora approdano al cinema in versione live + animazione in stile Roger Rabbit. I Pokemon convivono con gli umani nella città di Ryme quasi in simbiosi. Il padre di Tim, detective della polizia, scompare mentre sta indagando proprio sui pokemon. Resta solo il suo fedele aiutante Pikachu…

 

A livello tecnico il film è di tutto rispetto, ma è subito chiaro che l’asticella è stata piazzata per il pubblico giovane. Tutto chiaro e scontato, si tratta solo di vedere quanto ci vorrà ad arrivare alla fine.

 

Grande roadshow di pokemon (il merchandise vuole la sua parte), un po’ di azione, una sequenza “rubata” al Batman di Burton (ma tanto sempre Warner era) e si arriva alla fine. Bambini soddisfatti, genitori un po’ meno.

La libbra di carne

In Cinema, Recensione on 8 maggio 2019 at 9:11 am

Highwaymen – L’Ultima Imboscata

 

La storia di Bonnie & Clyde vista dall’altro lato della barricata: i cacciatori. Dove il film di Arthur Penn era un elegia dei fuggiaschi, qui c’è la cruda realtà dei due “cacciatori”, Texas Rangers stanchi e in pensione con un ultimo scopo.

Direttamente su Netflix.

 

Il film di John Lee Hancock è crudo e realistico. Una sorta di western moderno dai tempi lunghi, come un buon whisky che riposa nelle sue botti. Niente lodi sperticate per i due fuorilegge, dipinti per quello che sono, 2 psicopatici crudeli e sanguinari, né facili applausi per le forze dell’ordine.

 

Più un film introspettivo e di costruzione del momento che la solita spettacolarizzazione di una caccia all’uomo. L’ormai quasi settantenne Kostner e lo “stanco” Harrelson giganteggiano nel loro realismo. Un’esecuzione annunciata e voluta dall’establishment. Per nostalgici.

Distribuito su Netflix.

L’eterna corsa all’oro

In Cinema on 3 maggio 2019 at 7:03 pm

I Fratelli Sisters

 

Fine ‘800, la frontiera del West. Due fratelli fanno da sicari per il classico proprietario “maneggione”, il Commodoro. Quando li manderanno sulle tracce di un chimico con una fantomatica soluzione per trovare l’oro, decideranno però che forse è il momento di mettersi in proprio.

 

In questi ultimi anni il genere western ha saputo stupirci con titoli moderni e notevolissimi. Con questa premessa e i nomi del cast era lecito attendersi qualcosa di più. Il film è più il viaggio introspettivo nel rapporto tra i due fratelli che un’epopea o il ritratto di un’epoca.

 

Qualche pistola spara, morti ce ne sono e anche cavalli al galoppo, ma manca quel mordente tipico del western. La marcia in più non c’è a dispetto di tutto. Peccato.

Sei sempre il solito stupìdo

In Cinema, Recensione on 3 maggio 2019 at 6:37 pm

Stanlio & Ollio

 

Gli uomini dietro i personaggi. La vita di quelli che ancora oggi sono il duo comico più facilmente riconoscibile, nella loro parabola discendente. Le carriere hanno sempre una fine, ma spesso molto poco luminosa.

 

Il film di Baird restituisce un ritratto molto crudo del duo, mostrandoci dove risiedeva il vero genio e la sregolatezza. Alla fine però è un’intensa storia di amicizia con due interpreti magistrali che tengono il film sulle spalle.

 

Non aspettatevi le gag, non c’è spazio per il lato comico, è più un elegia per gli amanti di un tempo che non esiste più. Un viaggio nella nostra infanzia molto commovente.

Io sono ineluttabile

In Cinema, Recensione on 24 aprile 2019 at 10:52 am

Avengers: Endgame

L’universo è dimezzato, Thanos fuggito, ma i superstiti non sono pronti ad arrendersi. Trovare Thanos: facile, tendergli una trappola e sconfiggerlo: facile (con Captain Marvel), rimettere le cose a posto: impossibile. Thanos ci aveva già pensato. E allora? Eccoci 5 anni dopo a fare i conti con le macerie emotive della catastrofe.

 

3 ore di film di cui più della metà con una vera storia, analisi delle motivazioni, viaggio nell’animo dei protagonisti, tutto ciò che non è pop corn movie insomma. Una scelta coraggiosa ma vincente (un po’ meno quella delle 3 ore che sono una durata da Transformers).

 

Spettacolarità garantita dall’inevitabile scontro finale e soprattutto… la fine dei giochi! Forse c’è bisogno che tutti cambi per restare uguale (come diceva qualcuno), ma di certo questo è un punto da cui non si tornerà indietro, l’addio di un’epoca, di un mondo… del finalino (d’altronde dopo che la DC te lo copia che lo fai a fare?)

Superzam!

In Cinema, Recensione on 9 aprile 2019 at 5:44 pm

Shazam!

Billy Batson è un ragazzo orfano che si ritrova suo malgrado con incredibili poteri magici. Al grido di “Shazam!” diventa un adulto superpompato in grado di far concorrenza a Superman. Ma anche lui avrà la sua nemesi, il Dottor Silvana potenziato dai 7 peccati capitali (!).

 

Il tono dell’ultimo arrivato in casa DC è da commedia scanzonata in stile Ant- Man, senza essere un heist movie però, e funziona molto bene soprattutto all’inizio, poi un leggera lunghezza eccessiva e il bisogno di restare aderenti al fumetto lo appesantiscono nel finale.

 

Finalino in stile Marvel, trame pronte per i sequel e forse un nuovo membro per la Justice League. Un perfetto teen movie.

Curiosità: la DC aveva il nome Captain Marvel in mano ben prima della Marvel, ma alterne vicende della sua controllata e un periodo di oblio di un personaggio che negli anni 40 vendeva più di Superman, hanno fatto si che il testimone (e i diritti) passasse alla Casa delle Idee… peccato.

Bisio di nuovo Presidente

In Cinema, Recensione on 1 aprile 2019 at 8:30 am

Bentornato Presidente!

Giuseppe Garibaldi, per motivi di cuore, torna nella Capitale solo che stavolta sarà Presidente del Consiglio, sempre animato dalla sua pratica semplicità.

 

A parte la sostituzione della Smutniak con la Felberbaum (sempre al limite dell’impronunciabilità) nel ruolo di Janis, il film ricalca il precedente, Benvenuto Presidente!, senza però avere la stessa convincente sceneggiatura.

 

Questo secondo capitolo vive essenzialmente della parodia del nostro Governo e di scene a se stanti essendo privo di una vera e propria storia interessante. Qualche risata si fa, anche se ci sono momenti di stanca, e l’impergno è basso.

Adatto per una visione molto leggera.

Lanterna verde più costume di Wonder Woman uguale Captain Marvel

In Cinema, Recensione on 7 marzo 2019 at 11:51 am

Captain Marvel

Carol Danvers è un pilota collaudatore che entra in contatto con una razza aliena da cui ricava incredibili poteri di proiezione energetica e volo spaziale. Quindi Carol Danvers è Lanterna Verde con un costume da Wonder Woman!

Detto questo la storia, ambientata nei 90, serve essezialmente a presentarci la supereroina che risolverà tutti i problemi di trama di Avengers per il capitolo finale. e che urla “anche la Marvel ha supereroi al femminile credibili!”. Tutto il resto è fuffa, fashion e girlpower.

 

Serve vedere questo nuovo capitolo del Marvel Cinematic Universe? Si, perché per la trama è nodale. Si, perché è l’ultima apparizione del Sorridente Stan. Ma se non siete fans della continuity e non vi frega nulla di Windows 95 lasciate perdere.

 

Gli attori funzionano, gli effetti ci sono, qualche battuta ci stà e poi… il gatto Goose, quello sì che spacca e si chiama pure come il copilota di  Magic Smile Tom in Top Gun. Poi c’è un costume ridicolmente goffo, un Nick Fury palesemente artefatto per perdere quei 25/30 anni e tanta roba inutile e caramellosa di cui avremmo fatto volentieri a meno, Jude Law compreso.

 

Bilancio? Film fiacco ma non brutto, necessario, ma non utile, televisivo e non cinematografico.