Lobo Gilderoy Zoolander

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Le declinazioni femminili non sempre funzionano

In Cinema, Recensione on 26 luglio 2018 at 10:50 am

Ocean’s 8

La sorella di Danny, Debbie Ocean decide di fare un colpo ancora più spettacolare di quello del fratello e mette su una banda, di sole donne, allo scopo. Ma quello che sulla carta sembra facile…

 

La saga di Ocean si reggeva sull’alchimia dei suoi protagonisti e su quel bromance che tanto funziona nei buddy movie, una componenete che qui manca, perché tra uomini e donne le cose sono sempre molto diverse.

 

I meccanismi indubbiamente funzionano, il piano c’è e il cast anche, ma in alcuni momenti si avverte una certa stanca antitetica a questo genere. Piacevole ma lontano anni luce dal suo predecessore.

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Yeppe Ki Yay… pezzo di mé#§@

In Cinema, Recensione on 18 luglio 2018 at 12:39 pm

01

Skyscraper

 

Il grattacielo più alto del mondo. Un gruppo di terroristi che lo incendia per vendetta. Un magnate rinchiuso nella sua panic room. Una madre e i suoi due figli (uno anche asmatico) imprigionati tra le fiamme. Dwayne Johnson, il padre, zoppo che deve salvare capra e cavoli con un nastro di American Tape.

 

Il regista, innamorato di Die Hard, ha voluto farne la sua personale versione con una spuzzata di Inferno di Cristallo e di Mission Impossible e una citazione ad Air Force One. Se abbandoniamo questa sua balzana idea (The Rock la canotta non sa cosa sia) resta un decoroso action per famiglie (con bimbi) con qualche passaggio sopra le righe o per dirla come gli esperti… maccosa!

 

CGI imperante (e evidente), Johnson che sfoggia la sua fisicità, gli altri che ruotano intorno funzionalmente, atmosfera da videogioco, tanti soldi cinesi ed ecco fatto. Stante questo si può vedere e ci scappano anche un paio di risate. I più piccoli andranno in esaltazione totale.

Never Forget – In the air tonight

In Cinema, Never Forget, Recensione on 17 luglio 2018 at 2:13 pm

Miami Vice

 

16 anni, non molti, ma già lontano dai ricordi… di alcuni

 

La serie TV è lontana nel tempo e nella forma, ma Mann riesce a reinventare il mito. Sonny e Rico sono due poliziotti della narcotici di Miami alle prese con uno spietato cartello. Come di consueto “scendono” nel mondo criminale per tentare di afferrare l’inafferrabile: Montoya il capo del cartello.

Ma è un mondo che ti risucchia e Sonny si ritroverà innamorato della donna che dovrebbe arrestare, mentre Rico sarà assetato di vendetta personale. Confini sempre più labili, sempre più scavalcabili, sempre più liquidi come l’acqua blu del mare di Miami, un blu elettrico che sembra fagocitare tutto.

 

Forse solo chi ama alla follia Michael Mann apprezzerà appieno l’opera, che è sì un thriller, ma soprattutto un viaggio visivo in una metropoli notturna, sgranata e acidamente fredda, in contrapposizione alla passione travolgente dei due protagonisti.

L’abilità del cineasta è quella di mantenere lo spettatore sempre in bilico, fuori fuoco, sfruttando l’ambiguità del ruolo dei due agenti, costantemente sotto copertura, costretti ad interpretare un ruolo che sfuma la loro stessa posizione.

 

Se tutto questo non bastasse, ci sono quelle scene di violenza che esplodono in mezzo ad una sorta di calma lisergica, improvvise, folgoranti e perfette. E’ un film dai dialoghi scarni, essenziali dove l’atmosfera, la luce e la musica trasportano in un viaggio intimo.

Miami Vice si ama o si odia, perché non è fatto per stare nel limbo della banalità.

Se, ma soprattutto quando, deciderete di vederlo, aspettate la notte, spegnete tutto in casa, staccate il telefono, alzate il volume e viaggiate…