Lobo Gilderoy Zoolander

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Mi piego, ma non mi spezzo

In Cinema, Recensione on 29 gennaio 2015 at 1:48 pm

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Unbroken

La vera storia di Louis Zamperini, mezzofondista olimpico che finisce abbattuto nel Pacifico e poi prigioniero dei giapponesi.

Una miscela tra Castaway e Furyo con un protagonista preso a prestito dal piccolo schermo e Angelina Jolie (si lei) alla regia. Lunga la parte da “naufrago” e  nemmeno quella da prigioniero scherza.

Il film è patinatissimo e vede una regia precisa, ma senza picchi. Fotografia impeccabile su tutte la scena iniziale del bombardamento aereo. Per il resto appassiona a tratti… ondivago come l’oceano.

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Un Genovese per tutti

In Cinema, Recensione on 24 gennaio 2015 at 12:07 am

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Sei mai stata sulla Luna?

 

Giulia deve tornare alle sue origini rurali, causa morte della zia, così nell’avita masseria dovrà confrontarsi con ciò che è diventata.

 

Sembra un collage di C’è post@ per te con Il diavolo veste Prada (a proposito bei soldini di sponsor sparsi ovunque) in una pratica confezione totalmente innocua, seppur dotata di una storia.

La cosa migliore è forse Nino Frassica che non fa Frassica, Abbrescia notaio e Ravello prete (oltre a Paolo Sassanelli macellaio / immobiliarista), insomma le piccole caricature del posto, i tasselli di contorno. E quando la cornice è meglio della tela… qualche domanda sorge.

Quel cafone di Keanu

In Cinema, Recensione on 21 gennaio 2015 at 7:11 pm

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John Wick

Se arrivi al cinema bello fomentato e parti con una moglie morta di cancro, un tizio segaligno depresso per la perdita e pure piagnone, l’arrivo il giorno successivo di un pacco con cucciolo di cane e biglietto “…così potrai amare ancora qualcuno…”, beh ti potrebbero esplodere le palle! Ma John Wick è un film cafone!

Un film vecchio stile, di quelli con le vendette bibliche, anzi anche un po’ medioevali. Keanu Reeves appare con un martello da demolizione, sfonda il pavimento della cantina e tira fuori la madre di tutti gli arsenali. Ecco, ora Nicholas Sparks se ne va bellamente a cagare!

Essenziale, asciutto, crudo, a volte sopra le righe, e con un tasso di mortalità che non ha nulla da invidiare a classici come Commando, con il plus valore che qui gli attori recitano pure. Cafone, s’era detto.

Perché la sintesi del tutto è: “non è quello che hai fatto, ma a chi l’hai fatto!”

Retorica americana

In Cinema on 1 gennaio 2015 at 6:55 pm

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American Sniper

Chris Kyle è stato il più letale cecchino della storia americana (160 uccisioni), ma anche il più sfigato, visto che è sopravvissuto a quasi 1.000 giorni di guerra per farsi ammazzare nel poligono dietro casa da uno squilibrato.

Non basta un finale in cui Kyle capisce di essere stato una sorta di automa dell’esercito imbottito di retorica, a riscattare quello che è venuto prima, né l’atmosfera da Il nemico alle porte, riesce a nascondere gli evidenti limiti di un’opera legata troppo agli ideali americani più beceri.

Un’occasione persa per tutti, Bradley Cooper compreso che si è pompato all’inverosimile. Quello che rimane allo spettatore è l’immagine del povero cristo che pianta 160 medagliette sulla bara di Kyle.