Lobo Gilderoy Zoolander

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Il cielo è sempre più… Blu!

In Cinema, Recensione on 17 aprile 2014 at 9:35 am

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Rio 2

Tornano i protagonisti del primo capitolo, questa volta catapultati in Amazzonia alla ricerca dei loro simili e alle prese con spietati sfruttatori della foresta.

Tanti colori, molte canzoni e una sceneggiatura pappagallosa in versione Ti presento i miei con molti spunti ecologici. La formula che non brilla certo per innovazione, funziona soprattutto con i bambini, vero target del film.

Per gli adulti un po’ semplicistico, anche se ha delle citazioni notevoli, demandate soprattutto al cacatua “villain” Sembra quasi un Disney vecchia scuola, divertente

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Electro e Goblin per l’Aracnide

In Cinema, Recensione on 14 aprile 2014 at 5:35 pm

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The Amazing Spider-Man 2 – Il potere di Electro

Sulle montagne russe dell’amore a causa della promessa fatta al capitano Stacy e su quelle delle onde elettriche per le scosse del nuovo villain Electro a cui si aggiungerà Goblin.

Electro, ovvero il supercriminale uguale a un filo della messa a terra (verde e giallo) diventa ora una sorta di Dr. Manhattan blu, semietereo e totalmente elettrico, mentre Goblin è una vera e propria maschera umana. Tutti e due pronti a travolgere l’amabile Spider-Man di quartiere con un 3D fantastico e riprese eccezionali.

Un nuovo benchmark visivo piazzato dal regista Webb che però è più efficace nella parte “comedy” che nel resto anche se il livello e il pathos, è comunque altissimo. Da non perdere!

No, eh!

In Cinema, Recensione on 14 aprile 2014 at 5:21 pm

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Noah

L’umanità si è comportata molto male e quindi Dio ha deciso di punirla con un bel diluvio purificatore. Il buon Noè dovrà realizzare un’arca per salvare animali e uomini e dare vita ad un nuovo inizio. Storia nota.

Iniziamo da Aronofsky, o lo amate o lo odiate, lo scriba lo odia profondamente. Passiamo poi al 3D, o lo amate o lo odiate, lo scriba lo odia generalmente (e non fa molto Vecchio Testamento peraltro). Tutto questo in una versione ecologista e un po’ action/fantasy, come piace adesso.

Piacevole come una manata nelle parti basse e profondo come il vostro bicchiere, questo Noè (perché tale è Noah) è anche peggio della Tunica e Quo Vadis messi insieme.

Il Grand Budapest

In Cinema, Recensione on 8 aprile 2014 at 5:26 pm

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The Grand Budapest Hotel

La vita di Mr. Gustave, il concierge del Grand Budapest Hotel a cavallo del conflitto mondiale in un clima surreale in stila decadenza dell’Impero d’Oriente.

Ora come possa essere affascinante un argomento simile sarebbe un mistero se non fosse che il tutto è orchestrato dal sempre sorprendente Wes Anderson.

Sarà che in tempi di crisi e di disillusioni potersi tuffare in un’atmosfera retrò fatta di lusso e rigore, allo stesso tempo lascivo e decadente, è quasi un balsamo per l’anima. Sarà che quando vedi sulle schermo Ralph Fiennes insieme a Edward Norton e Willem  Defoe (giusto per citarne alcuni) è uno spettacolo per gli occhi. Sarà che la fantasia vince sempre su tutto, ma alla fine si esce risollevati

I film estranei all’universo

In Cinema, Recensione on 3 aprile 2014 at 7:26 pm

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I Corpi Estranei

Antonio, operaio italiano, e Jaber, immigrato arabo, si ritrovano in un ospedale di Milano ad accudire rispettivamente figlio e un amico. Due anime lontane mille miglia per cultura e preconcetti, costrette a coabitare uno non spazio in comune.

Il film di Locatelli ha tanti bei messaggi quanta indigeribilità per lo spettatore. tempi dilati, sequenze eterne che scarrellano verso il nulla, tutto per restituirci il malessere dei protagonisti e della società. Va bene il messaggio, ma se vuole raggiungere il bersaglio occorre che sia comprensibile.

Un film per un ristrettissimo pubblico “eletto” disposto a perdonare molto, troppo, alla regia per il messaggio. Gli altri sapranno scegliere qualcosa di diverso.

Ti ricordi di loro?

In Cinema, Recensione on 2 aprile 2014 at 9:51 pm

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Bea è una narcolettica che dimentica pezzi della sua vita. Roberto un cleptomane che non riesce a tenerla insieme. L’inevitabile incontro porterà alla nascita di una storia disfunzionale.

Rolando Ravello -noto più come attore che come regista- mette su un film semplice, ma non banale che fa un po’ tutto: ridere, piangere, sorridere, appassionarsi e tutto senza mai scadere nella volgarità.

E’ molto facile dare addosso ai film italiani, ma spesso lo facciamo per sport. Ti ricordi di me? non tenta mai di spacciarsi per quello che non è, né perde di sincerità, che oggi non è poco.